1°Action Dog & Badili Badola Torino 8 Novembre 2015

Ciao a tutti i voi , simpatici Giardinieri liberi e spontanei.

Continuare ad agire liberi, muovendoci come un polmone che si espande e si ritira a secondo delle circostanze del momento,  permette a tutti noi di seguire e dedicare il tempo alle nostre Azioni Verdi.

La novità di quest’anno?  Avremo il piacere di vedere in azione i nostri migliori amici.
Per la prima volta al mondo..va bè in Europa..ok in Italia. uff.. a Torino.
Il nostro cane, il nostro peloso, la nostra codina. Il Bau.. Chi meglio dei nostri amici può darci una mano per scavare le buche??
Quindi amici pelosi, fatevi sotto.
Dog Gardener

Non ho più il conto delle numerose azioni  di Guerrilla Giardening eseguite dai Badili Badola a partire dall’anno 2007, dieci, venti, trenta …non importa.
Siamo qui pronti, per organizzare due interventi .

Due zone di Torino, facimente raggiungibili e scelte per essere più comode a tutti.

Potete partecipare scegliendo la Location desiderata,

1° Zona  alle ore 08,30 all’angolo tra via Onorato Vigliani e corso Benedetto Croce  Torino Google  Street View   https://goo.gl/maps/RSt6nRJSXum

2° Zona ( ok anche alle ore 9.00 ) Via Bologna  presso Giardini di via Bologna  Torino  Google  Street View   https://goo.gl/maps/ZzN3sUMP1g12

Consigli per partecipare:

Munirsi di guanti e scarpe adatte, una pianta a vostra scelta, chi può attrezzatura di base, pala, zappa e rastrello e un sacco di compost/stallattico.

Buon Guerrilla Verde simpatici Giardinieri liberi e spontanei.

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Guerriglia verde arreda con gli alberi corso Cosenza – La Stampa

Guerriglia verde arreda con gli alberi corso Cosenza

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Il gruppo dei «Badili badola» dal 2007 contribuisce ad abbellire gli spazi verdi della città

31/03/2015

MIRIAM CORGIAT MECIO

TORINO

Si definiscono «guerriglieri armati di pale e rastrelli» e si sono riuniti per il loro primo intervento dell’anno in corso Cosenza, dove hanno piantato dieci nuovi alberi da frutto. Il gruppo «Badili badola», nato nel 2007, trae ispirazione da analoghi movimenti presenti in Italia, e in particolare a Milano, per portare avanti azioni di guerrilla gardening, operazioni non violente volte ad abbellire e a far rivivere gli spazi verdi della città. Domenica i “badili” sono intervenuti sulle aiuole di corso Cosenza, nel tratto tra corso Agnelli e piazza Pitagora: un’azione durata il tutto meno di due ore, giusto il tempo di piantare e pulire le aiuole. «Siamo molto veloci e una volta concluso il lavoro andiamo subito via – spiega Andrea Marchesini, coordinatore del gruppo – In questa occasione abbiamo agito approfittando del periodo favorevole, a ridosso dell’inizio della primavera, che dovrebbe permettere alle piante di radicarsi bene nel terreno». A tutti i partecipanti è stato chiesto di munirsi di guanti da lavoro e di portare una pianta e un sacchetto di terra. Il gruppo si autofinanzia: agli aderenti è richiesto tutto il materiale necessario. Una mano la danno poi anche alcuni vivaisti, che conoscono e apprezzano l’attività dei Badili badola e vendono le piante a prezzi di favore. Gli interventi, anche se svolti senza autorizzazioni, non violano nessuna legge: «Non vedo come abbellire e curare gli spazi verdi della città di cui il Comune non riesce a prendersi cura possa essere un reato» commenta Marchesini. La prossima azione è prevista a metà aprile per la festa del quartiere Barca. 

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Riprendiamoci la nostra vita

Condivido questo articolo con piacere di  Andrea Bizzocchi

nuova boschi

Riprendiamoci la nostra vita

Andrea Bizzocchi | Sono passati sette anni dall’inizio di quella che tutti i media definiscono “crisi”. La maggior parte di noi, sprecando tempo ed energie ad incolpare tutti tranne se stessi, l’ha subita passivamente, mentre altri hanno deciso di prendersi la responsabilità di cambiare la propria Vita senza aspettare niente e nessuno. E sono tornati a vivere.

“Crisi” è una parola mediatica che serve a mettere paura alla gente. Noi non abbiamo bisogno di soldi per “comprare l’acqua da bere”, abbiamo bisogno semplicemente “di acqua da bere”. Non abbiamo bisogno di soldi per comprare “pomodori e insalata al supermercato”, abbiamo semplicemente bisogno di “pomodori e insalata” (li possiamo coltivare, ce li può regalare un amico, ecc.). Noi soprattutto, non abbiamo bisogno di spendere soldi in prodotti idioti figli di bisogni indotti. In altre parole abbiamo bisogno di tornare a recuperare un minimo di indipendenza da un sistema che ha mercificato tutto e che, proprio per questo, se fa mancare i soldi (perché i soldi non mancano. Sono fatti mancare), ci lascia tutti con le pezze al culo. Il dramma quindi non è la “crisi”, ma il Sistema, e soprattutto il fatto che non si faccia nulla per uscirne. I media chiamano “crisi” quella che è una vera e propria guerra ai popoli, e questo per due motivi: il primo è che nel mondo d’oggi le guerre si fanno sempre dichiarandole sotto falso nome (missioni di pace è un esempio, lotta per la democrazie, lotta al terrorismo e si invadono Paesi e si ammazzano migliaia e migliaia di civili, ecc.). Il secondo è che l’utilizzo della parola “crisi” serve a mantenere i popoli nella paura e far sì che non alzino la testa ed inizino a mettere in discussione il Sistema stesso. Perché la sola “crisi” che c’è è il Sistema stesso e conseguentemente in crisi c’è solamente chi è nel Sistema e dipende da esso e non chi ne è fuori. Questa “crisi” dunque, a volerla vedere con altri occhi, da un’altra angolazione, è in realtà una meravigliosa opportunità per cambiare le nostre Vite, che è poi quello che molti in questi anni, silenziosamente, hanno iniziato a fare. Non combattere il Sistema ma voltargli le spalle senza consentirgli di rubarci energie.

Aprire gli occhi

Forse questa opportunità che abbiamo per aprire gli occhi non sarà indolore, ma sono fermamente convinto che dipenderà tutto o quasi dal nostro approccio. Se capiamo che è un’opportunità per rimettere in discussione i paradigmi imperanti, ci comporteremo con gioia ed entusiasmo, con vero spirito “positivo”. Se al contrario continueremo a lottare con le unghia e con i denti per non lasciar andare quello che abbiamo avuto fino ad oggi, questo stile di Vita, sarà una tragedia.

Per me è chiaro che non c’è nessuna “crisi”. Crisi è semplicemente una definizione data dagli stessi che prima non ne parlavano mentre la preparavano, gli stessi che adesso dicono che se ne uscirà presto (questo perché devono dare “speranza” così che la gente non si assuma la responsabilità della propria vita e lasci lo status quo, cioè lasci i manovratori al loro posto a manovrare). Crisi è solo una definizione data da giornali, politici, economisti, sindacalisti, industriali.

Ma questo non significa che nel nostro mondo non ci siano “crisi”. Ad esempio sono crisi la quotidiana devastazione ambientale, l’inquinamento, lo sfruttamento di centinaia di milioni di altri esseri umani nel sud del mondo ma ormai anche nell’opulento occidente, perché, checché se ne dica, viviamo ancora immersi nell’opulenza, per produrre inutilità di ogni genere che ci fanno stare male anziché bene. Queste sono crisi. La crisi è pensare che questo nostro stile di vita, insostenibile da tutti i punti di vista (vedi sopra) sia normale.

Quelli di sopra

Credetemi, chi sta sopra, chi manovra, lo sa benissimo che non è possibile andar avanti così, e allora, come dice Eduardo Galeano, ha deciso, invece di fare la guerra “alla povertà” di farla direttamente “ai poveri”.

La “crisi”, quella vera, è che la gente vive ammalata (il settore farmaceutico è il primo al mondo per fatturato. Vorrà pur dire che stiamo male? O no?) come se fosse normale essere ammalati. La “crisi” è che la gente è sempre più stressata, depressa, che impazzisce sempre più (le cronache ce ne danno notizia continuamente), e soprattutto che ha sempre più paura di vivere. Questa sono vere crisi.

La crisi è esserci convinti che dobbiamo cambiar l’auto, il cellulare, avere le mutande firmate, uscire il sabato sera. La crisi è nell’irrealtà di come viviamo, persi tra ore di tivù, di calcio, di social network, di aperitivi al bar. Questa è la vera crisi, una crisi del pensiero, e non c’è nulla di più drammatico di un pensiero che non riesce più a distinguere la realtà dalla fantasia. Viviamo in un mondo (e in un modo) irreale e crediamo che sia reale, possibile. Anzi, ne vogliamo ancora di più, lo “desideriamo”. La crisi è non capire tutto questo. La “crisi”, quella vera, c’è da tanti anni, come minimo da qualche decennio, da quando è arrivato questo falso benessere che in realtà è uno straordinario malessere per il semplice motivo che viviamo vite vuote, completamente prive di significati autentici. Non si può desiderare un’automobile, un profumo, un vestito, che la squadra vinca la partita. Proprio non si può. Vuol dire volersi male.

Bisogna imparare tutti, un passo alla volta ma con determinazione e convinzione, a vivere con meno cose materiali, con meno desideri, con meno “tutto” e anche con meno “certezze” (che non esistono, sono un’invenzione dei nostri tempi. La Vita non dà certezze ed è meravigliosa proprio per questo. Perché senza certezze ti stupisce tutti i giorni).

Ricreare relazioni

Tutti questi “meno sono dei “più” alla Vita. Questa crisi, lo ripeto, è una straordinaria opportunità per uscire da quel tunnel in cui ci siamo ficcati (o ci hanno ficcato, ma la sostanza è la stessa).

Mi è capitato di sentire l’intervista a un politico (non ricordo chi fosse l’imbecille in questione) qualche mese addietro che durante una delle periodiche campagne mediatiche di demonizzazione dei No Tav li definiva non solo terroristi (mi preme sottolineare che i terroristi non sono coloro che difendono il territorio ma quelli che lo distruggono) ma anche “contro il Paese” perché “non vogliono capire che la Tav è una straordinaria opportunità di rilancio economico”. Ribadisco: brutto imbecille e imbecilli quelli che gli credono. È questa la “crisi”. Che qualcuno gli crede (e se lui lo dice è perché qualcuno gli crede).

Insomma, bisogna uscire da questa ipnosi di massa chiamata “crisi” (e dalla speculare altra ipnosi chiamata “crescita economica”). Per farlo bisogna aiutarci fra di noi, ricreare relazioni, guardarci negli occhi, toccarci, tornare a vivere, a giocare, a scherzare, a mangiare, a lavorare assieme, ad impegnarci in attività sensate, a disertare i templi del consumo, e, se siamo stanchi, stressati, depressi, in difficoltà (perché le difficoltà fanno parte del vivere) a rivolgersi agli amici e non a medici e psicologi che tra l’altro stanno male quanto noi perché il Sistema non guarda in faccia nessuno.

Bisogna ritornare a fare attività fisica, a fare lavori fisici invece che passare dieci ore al giorno tra computer e tivù per poi andare un’ora in palestra.

Camminare in un bosco

Bisogna riportare i bambini a camminare in un bosco che è il più grande dei parchi giochi e non riempirlo di paure (è troppo caldo, troppo freddo, troppo vento, troppa pioggia, troppi animali selvatici, vespe e insetti). Sono le case, le strade, l’inquinamento, il cibo, i nostri stili di vita ad ucciderci, non il bosco.

Bisogna riportare i bambini, e noi con loro, a guardare le stelle invece di metterli davanti a un videogioco. Bisogna stare fuori il più possibile anche con il “brutto tempo”, bisogna abbassare la temperatura dentro casa per consumare meno, inquinare meno, spendere meno e rendere il nostro corpo e la nostra mente più forti. Bisogna soprattutto reimparare a commuoverci per i miracoli veri e non per un I-Phone o per uno schermo Full-Hd. I miracoli veri sono lì ogni momento: il Sole ma anche la pioggia, il caldo ma anche il freddo, la Luna e le stelle, il vento, l’acqua. Bisogna bere ogni sorso di acqua con consapevolezza.

Bisogna mangiare con consapevolezza, senza ingozzarci, con calma, in silenzio, assaporando veramente il cibo che mangiamo. Dobbiamo farlo noi perché nessuno lo farà per noi. Tutte queste cose sembrano solo belle parole, teorie, utopie. Lo sono in effetti. Fino a che non le mettiamo in pratica. A quel punto diventano realtà e sostituiscono la realtà della “crisi” che stiamo vivendo oggi.

Buona crisi

La “crisi” a ben vedere è solo in questa grande ipnosi di massa che stiamo vivendo, questa lobomotizzazione del cervello e dell’anima che stiamo subendo senza batter ciglio, anzi, quasi con entusiasmo. La “crisi” è che ci hanno messo la morte nella testa, nel cuore e nell’anima. Ma non è una morte. È solamente un lungo sonno. Non buttiamo via questa splendida opportunità, un vero dono, che ci è stato dato per riprendere in mano le nostre Vite.

Apriamo gli occhi, smettiamola di lamentarci e prendiamoci la responsabilità di cambiare in prima persona, e facciamolo, possibilmente, prendendo per mano chi ci è accanto. Andrà a finire che ci terremo tutti per mano e ci renderemo conto che non c’è nessuna “crisi” se non nella nostra testa.

Buona “crisi” (opportunità di cambiamento) a tutti.

*Andrea Bizzocchi è nato a Fano, in questo momento vive in Florida. Ha scritto di molti temi, tra cui energia, decrescita, truffe bancarie, viaggi. Ha pubblicato, tra gli altri, Ritorno al Passato (Edizioni della decrescita felice), Pura Vida e Non prendeteci per il Pil! (Terra Nuova Edizioni) e la trilogia Pecore da tosare, E io non pago e Euroballe (Edizioni Il Punto d’Incontro). Vive con poco e in maniera nomadica tra Italia, Stati Uniti e Centroamerica. Il suo sito è andreabizzocchi.it

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Il Primo Appuntamento 2015 con i Badili Badola, non si scorda mai.

10897120_10205781763488828_1582381633267941825_nCarissimi Badola/e, come dal titolo…non potete mancare al primo appuntamento 2015 Badili Badola.

Un buon inizio per preparare e pensare i prossimi interventi del gruppo di Torino Guerrilla Gardening. Un momento per ritrovarsi e cononoscere i nuovi iscritti, Non solo pale, badili e rastrelli, ma decidere insieme le nuove Location. Accompagnati da uno splendido apericena. Cosa aspetti!! E il momento.! Tira fuori il guerrigliero verde che è in te. Iscriviti.

https://www.facebook.com/events/1577815202464887/?ref=4&source=1

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2′ Action Badili Badola Guerrilla Gardening Turin Italy

STRAORDINARIO ATTACCO DEI BADILI BADOLA: 09/11/2014

Via Livorno. 4 Alberi , pesco, pero, ciliegio, melo.
Contaminiamo la città.

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Questa mattina, tra le 08,00 e le 10,30 i tre indomiti BB Mauro, Roberto e Alberto hanno, con un bliz degno dei migliori strateghi, piantato 21 alberi!!! 20 in via Benedetto Croce e 1 in via Onorato Vigliani.

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Terza Giornata Nazionale di Guerrilla Gardening Italiano 4 Novembre 2013

1377435_469148306532508_1620232784_nIl 4 novembre 2011 si è celebrata la prima GIORNATA DEL GUERRILLA GARDENING ITALIANO durante la quale tutti i gruppi di Guerrilla Gardening di Italia hanno svolto un intervento verde di lotta al degrado nella propria città.

I Giardinieri Guerriglieri in Italia sono tantissimi e continuano a nascere gruppi in tutte le regioni, città e quartieri; ogni gruppo ha combattuto diverse battaglie, cercando di riconquistare spazi di verde in città. Ovunque si sente parlare di nuovi giardini condivisi, di aiuole profumate, di orti urbani e di fantasiose lotte al degrado. La rivolta del verde sta dilagando con radici sempre più fitte e forti.

La data (ironica e provocatoria) è stata scelta per un motivo ben preciso: anche noi, come i militari nel giorno della “Festa dell’Unità nazionale e delle Forze Armate”, vogliamo mostrare le nostre “armi” (gli attacchi con le zappe, i rastrelli, le bombe di semi), nella speranza di dare un segnale molto forte che riporti l’attenzione al verde urbano e allo stesso tempo rilanciare il significato di Unità Nazionale” visto che i gruppi di Guerrilla Gardening si snodano dal nord al sud.

CONTRO TUTTE LE GUERRE NEL MONDO, L’UNICA GUERRA POSSIBILE È QUELLA AL DEGRADO!

Anche quest’anno siamo pronti a festeggiare la nostra guerrilla in tutta Italia, con il nostro entusiamo!

Vorremo anche proporre a tutti i gruppi che parteciperanno e che festeggeranno con noi questa giornata di piantare alberi in modo da lasciare un segno più vistoso, prezioso e duraturo negli anni.

Per chi non avrà la possibilità di mettere a dimora un albero non importa: cio’ che conta è lasciare un segno di speranza, di colore, di profumo, di bellezza.

I guerriglieri verdi che aderiscono all’iniziativa si ritrovano su Facebook nel gruppo Guerrilla Gardening Italia, aperto a chiunque voglia partecipare. Su Facebook e sui rispettivi siti/blog di ogni gruppo vengono postati tutti gli aggiornamenti sull’iniziativa.

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Raduno nazionale del Guerrilla Gardening Italiano

Il Raduno Nazionale del Guerrilla Gardening

si terrà a Bologna il 4/5 Maggio 2013

Guerrilla gardening - incontro nazionale italiano

Il Raduno Italiano del Guerrilla Gardening
si terrà a Bologna il 4/5 Maggio 2013

Organizzato dal gruppo bolognese Terra di Nettuno il raduno ospiterà gruppi provenienti da tutta Italia.
Il programma prevede azioni di guerrilla gardening, dibattiti, spettacoli, scambio di semi e momenti di festa.

PROGRAMMA

sabato 4 maggio
ore 14.00 partenza dell’invasione:
prima tappa, Piazza Azzarita: Ortazzarita
ore 16.00 seconda tappa, Largo Caduti del Lavoro: le aiuole gemelle
ore 18.00 terza tappa, Porta San Donato: aiuole Donata e Donatella
ore 23.00 festa! Presso il B.U.C.O., via Zago 11
concerto dei Talking Bugs
e a seguire d.j set a cura di Sillygoose e GreenEverywhere
….e nella notte…attacco ciclomunito a cura di PianteVolanti!

domenica 5 maggio
ore 15.00 presso il centro sociale TPO, via Casarini 17
“Lezioni di giardinaggio planetario”
spettacolo teatrale di e con Lorenza Zambon

Siete pronti per “the rebel plants invasion”?
il sito ufficiale:
http://guerrillagardening-italia.blogspot.it/

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