Obiettivo è riqualificare aree dismesse

Guerriglieri verdi

Obiettivo è riqualificare aree dismesse

Testata:
La Stampa

Data:
26-08-2008

Autore:
Alessandra Rolle

I guerriglieri del verde sono approdati a Torino. Un giorno potreste passare per caso accanto a un cavalcavia o a uno spartitraffico dimenticato da Dio e accorgervi che dove fino a ieri c’erano erbacce, detriti e bottiglie di birra abbandonate, oggi fioriscono cavoli ornamentali, alberi di cedro, primule e viole.
Non è la riqualificazione urbana del Comune, ma le incursioni pacifiche firmate «Guerrilla Gardening», il movimento di giardinaggio d’assalto dove non valgono kalashnikov ma solo «bombe di semi di fiori». Ad arruolarsi sono botanici, amanti del verde, ma anche studenti universitari, tecnici dell’elettronica e grafici pubblicitari. In comune hanno l’amore per la terra e per la loro città. (…)
Lo consiglia anche il blog milanese: «Fate sapere che cosa avete fatto infilando dei volantini informativi sotto le porte, affliggeteli sulle cabine telefoniche o alle fermate degli autobus, conficcate un cartello nel terreno». I Badili Badola l’hanno preso alla lettera, piazzando, insieme a bulbi e cespugli, anche un’insegna dove la scritta «questo attimo meraviglioso è per te…proteggilo» è tradotta in 7 lingue, tra cui l’arabo e il giapponese. «Perché il messaggio sia universale, alla “Give Peace a Chance” di John Lennon» scherza Andrea.
Si potrebbe quasi dire «Flower Power». Ed è proprio dagli anni ’70 che prendono spunto i guerriglieri del verde. Da quei fazzoletti di terra fiorita che la scrittrice Michela Pasquali racconta nel suo libro «I giardini di Manhattan. Storie di guerrilla gardens», e che oggi sembrano magicamente ritornati in vita.

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Informazioni su Andrea Marchesini

Staff Badili Badola Guerrilla Gardening Turin Italy
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Una risposta a Obiettivo è riqualificare aree dismesse

  1. sarinka ha detto:

    Ciao! Finalmente ho trovato qualche mio simile!Vivo in una delle zone piu’ grige e cupe della citta’ …ma da tre anni porto avanti con i miei carissimi vicini di casa un pazzo ortogiardino comunitario (la cui formazione è stata dettata semplicemente dal caso…) in cui coltiviamo piante di ogni tipo per la mente e per lo spirito!! Sarebbe anche molto interessante poter fare un po’ di orto-guerrilla!!! perche’ non coltivare zucchine nei prati della pellerina, alberi di antiche varieta’ di frutta al valentino, pergole di kiwi ombreggianti alla colletta, piselli rampicanti nelle fioriere e fragole come tappeti erbosi….in 30 mq di ortogiardino sto producendo moltissimo (anche grazie alle letture sulla permacoltura) consociando molte specie tra loro.
    E’ allucinante pensare al dispendio energetico per mantenere prati e prati tutti tagliati alla stessa maniera, quando potrebbero procurare del cibo per molte persone!!!

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